Dati

La violenza sulle donne: il fenomeno

La violenza più diffusa è quella che avviene all’interno delle mura domestiche, ovvero in ambito familiare.
La violenza domestica consiste in una serie continua di azioni diverse ma caratterizzate da uno scopo comune: il dominio e controllo da parte di un partner sull’altro, attraverso violenze psicologiche (da attacchi verbali a isolamenti relazionali a minacce nei confronti di figlie/o latri parenti, gelosia ossessiva etc), fisiche (azioni attuate con l’intenzione di fare del male o terrorizzare la vittima), economiche (padroneggiare i guadagni esclusivamente a proprio vantaggio), sessuali (imposizione di pratiche sessuali indesiderate lesivi della dignità, ottenute con minacce di varia natura). “Spirale di violenza” è il termine con cui la letteratura vigente indica il movimento che fagocita la donna rendendola totalmente sottomessa al partner. Isolamento, intimidazioni, minacce, ricatto dei figli, aggressioni fisiche e sessuali si avvicendano spesso con una fase di relativa calma, di false riappacificazioni che rendono ancor più la donna debole e spesso con un senso di colpa crescente. Il sentire incapace, debole, impotente, totalmente dipendente dall’uomo è stato constatato in quasi tutti i casi di violenza ascoltata

Alcuni dati

La violenza fisica o sessuale è un problema di salute pubblica che colpisce più di un terzo di tutte le donne nel mondo, ciò emerge da quanto affermato nel rapporto presentato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a Giugno 2013. Lo studio mostra che circa il 35% di tutte le donne sono vittime di violenza domestica e/o sessuale da parte del partner o di sconosciuti. Conferma inoltre che la violenza domestica è il tipo più comune di violenza contro le donne e purtroppo ancora oggi colpisce il 30% delle donne in tutto il mondo. La ricerca ha rilevato anche che, a livello globale, il 38% di tutte le donne uccise sono state assassinate dai loro partner. Le conseguenze della violenza in termini di salute (non solo fisica) sono elevatissimi: il 42% delle donne che ha subito violenza fisica o sessuale per mano del proprio partner ha riportato lesioni e ferite. Nelle donne vittime di violenza da parte del proprio partner la probabilità di depressione è quasi due volte più alta rispetto a chi non ne ha subite, così come quella di avere problemi di consumo d’alcol. Salgono anche i rischi di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, di aborto e di aver un bambino con problemi alla nascita. I numeri variano in base al paese e alla cultura di appartenenza, anche se la violenza sulle donne rimane comunque un problema che affligge il genere femminile in tutto il mondo.
Per quanto riguarda in maniera più specifica il nostro Paese, secondo quanto emerge dal rapporto, in Italia sei milioni e 700mila donne tra i 16 e i 70 anni sarebbero vittime di abusi fisici e sessuali e circa un milione di donne potrebbero aver subito stupri o tentati stupri. C’è da considerare che, come sempre, i dati sulla violenza tendono ad essere sottostimati, trattandosi di un fenomeno in larga misura sommerso: secondo l’OMS infatti, in Italia, solo il 7% delle vittime ha denunciato la violenza subita. Altrettanto allarmante è il dato secondo cui il 33,9% di coloro che subiscono violenza per mano del proprio compagno e il 24% di coloro che l’hanno subita da parte di un conoscente o di un estraneo, non parla con nessuno dell’accaduto.
I dati forniti dall’OMS sono piuttosto simili alle cifre fornite dall’Istat secondo cui sono quasi 7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita, pari al 31,9%.

Fonti: Salute.gov.it, Istat

 

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